Il Boviday – Giornata della Carne Bovina nasce con un obiettivo chiaro: diventare il punto di riferimento annuale per l’intera filiera bovina, dall’allevamento alla trasformazione, fino alla distribuzione e alla tavola. L’evento, targato Expo Consulting, si terrà mercoledì 10 giugno a Verona presso l’Hotel Expo Verona. Un progetto che si propone come una mezza giornata intensa di contenuti, relazioni e visione strategica, con l’ambizione di crescere negli anni fino a diventare un appuntamento imprescindibile per tutti gli stakeholder del comparto, proprio come la Giornata della Suinicoltura.

Elisabetta Zagnoli, AD di Expo Consulting racconta come è nato il Boviday e quali sono le prospettive future.
Come si è trasformata l’idea dalla prima intuizione al progetto concreto che oggi chiamiamo Boviday?
L’idea del Boviday è nata durante l’ultima edizione della Giornata della Suinicoltura. Parlando con alcuni esperti del settore, entusiasti dell’evento, questi hanno notato che un appuntamento simile mancava nel comparto della carne bovina.
Abbiamo colto questo input – quasi spontaneo – e da lì abbiamo iniziato a costruire il progetto. Il Boviday è nato proprio grazie agli operatori del settore e si è sviluppato mese dopo mese con il loro contributo. È un evento che prende forma ascoltando chi vive quotidianamente la filiera.
In che modo il percorso fatto con la Giornata della Suinicoltura ha influito sulla creazione di un evento analogo per il settore bovino?
La Giornata della Suinicoltura è stata fondamentale. Ci ha permesso di vedere come un evento possa crescere edizione dopo edizione, diventando sempre più rilevante per il settore.
L’entusiasmo riscontrato nell’ultima edizione ci ha dato sicurezza e motivazione per avviare un nuovo progetto. Ci siamo focalizzati ancora di più sui contenuti, sull’organizzazione dei contenuti sulla gestione degli stakeholder, fino alla costruzione di un format efficace. Tutto questo know-how è oggi alla base del Boviday.
Qual è, secondo te, il valore più grande che questo evento porterà al settore?
L’obiettivo principale del Boviday è tenere unita la filiera: dall’allevamento alla trasformazione della carne bovina, fino alla GDO e alla tavola.
Si tratta di una sfida importante e diversa rispetto alla Giornata della Suinicoltura, che è più focalizzata sull’allevamento. Qui vogliamo offrire una visione complessiva. Ogni operatore è specializzato nel proprio ambito, ma avere uno sguardo d’insieme aiuta a comprendere meglio il proprio ruolo e a valorizzarlo. Il valore più grande è proprio questo: creare consapevolezza e connessione tra gli attori della filiera.
Qual è la filosofia con cui lavorate quando create un evento da zero in Expo Consulting?
Quando creiamo un evento da zero ci poniamo una domanda fondamentale: cosa si porta a casa chi partecipa? Pensiamo a tutti gli attori coinvolti: chi ascolta, chi interviene come speaker e chi investe come azienda partner. Ognuno deve trarre un valore concreto dall’esperienza.
Le aziende devono trovare un ritorno sull’investimento, gli ascoltatori contenuti di qualità e spunti utili, gli speaker un contesto autorevole e stimolante dove fare networking. Ci mettiamo nei panni di ciascuno stakeholder, cercando di costruire un evento che risponda a punti di vista diversi ma complementari.
Come immagini il Boviday tra cinque anni?
Cinque anni oggi sono un orizzonte molto lungo: il settore evolve rapidamente. Preferisco immaginare una visione a tre anni, un tempo realistico per consolidare un progetto.
Tra tre anni vedo il Boviday come una giornata intera, più grande, già conosciuta e riconosciuta dal settore. Un appuntamento annuale atteso, un punto di riferimento stabile per tutti gli stakeholder del mondo della carne bovina.
Se dovessi riassumere il Boviday in una parola o un’immagine, quale sarebbe?
L’immagine che lo rappresenta meglio è il “Bovispritz”. Immagino la fine della giornata a Verona, tutti nel foyer con uno spritz in mano: soddisfatti per i contenuti ascoltati, felici di aver partecipato, intenti a parlare di lavoro, ma in un clima informale e piacevole. È il momento in cui il networking diventa relazione autentica. Ecco, il Boviday è anche questo.
Cosa ti emoziona di più nel vedere nascere un nuovo evento da zero?
Mi emoziona partire da zero. Il momento in cui si discute, si fanno domande, si cercano risposte e si costruisce una visione futura è sempre speciale. Non si tratta solo di organizzare un’edizione, ma di gettare le basi per le successive: è un processo creativo e strategico allo stesso tempo. Poi mi emoziona il riscontro del settore: oggi siamo ancora all’inizio, c’è molto lavoro da fare, ma vedere i primi segnali di interesse è molto stimolante.
Il Boviday nasce come uno spazio di confronto concreto dedicato alla filiera bovina. Un appuntamento pensato per favorire dialogo e visione condivisa tra gli operatori del settore. L’appuntamento è a Verona, mercoledì 10 giugno: una giornata per incontrarsi, scambiarsi idee e guardare insieme alle prospettive del comparto. Ti aspettiamo!

