Il 31 dicembre è ormai alle porte ed entro quella data gli allevatori italiani dovranno aver compilato una scheda di autovalutazione per classificare il grado di benessere animale adottato in porcilaia. Con l’inizio del nuovo anno poi, dopo aver individuato gli aspetti che possono scatenare l’aggressività dei suini, gli allevamenti dovranno applicare le misure correttive più opportune e iniziare a introdurre nei box piccoli gruppi di suinetti con code non tagliate al fine di valutare i miglioramenti ambientali applicati per impedire le morsicature. Questo è quanto prevede il Piano d’azione nazionale elaborato dalla Direzione generale della sanità animale e del farmaco veterinario del ministero della Salute per prevenire la caudectomia e il miglioramento del benessere animale.
Il taglio della coda: un dibattito tutt’ora in corso
Il taglio della coda (caudectomia) dei suinetti rappresenta oggi forse il tema più dibattuto tra gli operatori suinicoli italiani, che insieme alla quasi totalità dei colleghi europei, eccezion fatta per la Finlandia che non lo pratica più, si trovano a dover affrontare un problema di non poco conto.
La prossima Giornata della Suinicoltura, che si terrà presso il Centro Congressi di Fico Eataly World a Bologna il 21 novembre prossimo, dedicherà ampio spazio alla discussione di questo argomento coinvolgendo tutti gli aspetti ad esso legati. Il titolo dell’evento, organizzato come sempre da Expo Consulting srl, è infatti “Salute, benessere, obblighi normativi, redditività. La ricerca di un equilibrio quasi perfetto” e potrà contare sulla partecipazione dei maggiori esperti in materia.
In questo contesto il taglio della coda dei suinetti si inserisce con forza nel dibattito, soprattutto a seguito dell’applicazione del Piano d’azione che la Commissione europea ha richiesto ai Paesi membri a seguito degli audit condotti nel novembre dello scorso anno che, relativamente agli allevamenti suinicoli italiani, hanno rischiato di farci incorrere in una procedura di infrazione per il mancato rispetto della Direttiva 2008/120/CE.
Il Piano d’Azione UE
Il Piano, elaborato dal ministero della Salute in collaborazione con il CReNBA (Centro di referenza nazionale per il benessere animale) di Brescia, prevede una prima parte che si concluderà il 31 dicembre di quest’anno. Durante i prossimi mesi infatti, gli allevatori dovranno compilare una scheda di autovalutazione per individuare le criticità predisponenti le morsicature tra i suini che di fatto, fino a oggi, hanno visto come unica soluzione al problema il taglio della coda.
Dal primo gennaio 2019 si passerà poi alla fase operativa, quella in cui gli allevatori dovranno adottare tutti i miglioramenti necessari ad arginare il fenomeno delle morsicature implementando le condizioni di benessere, ma soprattutto dovranno gradualmente essere introdotti in porcilaia piccoli gruppi di suinetti con la coda non tagliata per verificare l’efficacia dei miglioramenti ambientali adottati rispetto al contenimento delle morsicature.
Un’autentica rivoluzione, se si considera che il taglio della coda è stato fino a oggi un’operazione di routine che annovera l’Italia in un consistente elenco di altri Paesi europei, ad eccezione della Finlandia, dove la caudectomia rappresenta tuttora una pratica diffusa. Il miglioramento delle condizioni di benessere dei suini, esattamente come chiede la Ue ma anche una fetta sempre più consistente di consumatori, impone all’allevatore investimenti che devono corrispondere a una soddisfacente redditività aziendale.
La parola all’esperto
Ci spiega Andrea Rossi, responsabile dei rapporti di filiera di Assica (Associazione industriali delle carni e dei salumi):
“L’avvicinarsi di una scadenza che rappresenta una svolta epocale per il settore sta spingendo Bruxelles a passare da una fase impositiva a un’altra più osservativa”.
L’talia, anche altri Paesi come la Spagna, la Francia e la Germania stanno lavorando per avviare con la Commissione una discussione che prenda in considerazione soluzioni alternative al divieto categorico del taglio della coda.
Contro l’Europa ed i paesi del nord?
In realtà oggi l’Europa è più propensa a esprimere un vediamo e se guardiamo ai Paesi del Nord sappiamo che solo in Finlandia il taglio della coda non si pratica e che i loro allevamenti sono molto diversi dai nostri sia in termini di dimensioni, mediamente un suino ha a disposizione 10 mq, che di utilizzo di materiale manipolabile: nelle loro porcilaie si fa un massiccio uso di paglia che proprio per le sue caratteristiche ha un’influenza molto positiva nel contenimento delle morsicature tra suini. Purtroppo negli allevamenti italiani, dove il pavimento più diffuso è quello grigliato, l’impiego della paglia sarebbe fonte di notevoli problemi di pulizia difficili da gestire.
Qual è la posizione di Assica?
“Noi partecipiamo a tutti i tavoli aperti dai quali si auspica possano uscire soluzioni praticabili e condivise. Personalmente credo si possa arrivare a una decisione che nel rispetto di quanto prevede la normativa sul benessere animale tenga nella dovuta considerazione anche la realtà allevatoriale italiana con le sue peculiarità e le sue esigenze, così come quelle di altri Paesi della Ue. Peraltro un recente studio ha messo in evidenza che i suini cosiddetti morsicatori sono davvero pochi e possono essere individuati a pochi giorni dalla nascita, quindi nel periodo sottoscrofa, e immediatamente allontanati”.
Parliamo delle scelte dei consumatori
Le informazioni sul benessere animale ne influenzano gli acquisti?
Andrea Rossi non pensa in maniera determinante.
È indubbio che vi sia una maggiore attenzione rispetto alle condizioni di vita degli animali e in questo caso dei suini, ma alla fine la differenza la fa sempre il prezzo. Oggi la Gdo ha un ruolo fondamentale nell’indirizzare gli acquisti dei consumatori e le campagne pubblicitarie che possiamo vedere tutti i giorni in televisione lo dimostrano. Le informazioni però devono essere corrette perché altrimenti si rischia di utilizzare un’arma a doppio taglio.
Prendiamo ad esempio il problema dell’antibioticoresistenza. Si sente sempre più spesso parlare di carni provenienti da allevamenti antibiotic free. Alcune realtà effettivamente hanno iniziato a percorrere questa strada ma va ricordato che inizialmente gli Organismi di controllo avevano stabilito che la sospensione degli antibiotici doveva avvenire dal 49mo giorno di vita in poi, decisione che una delle più importanti catene della grande distribuzione ha spostato a 120 giorni dalla macellazione quando, si sa, la terapia antibiotica non viene praticamente più utilizzata.
Lei pensa che il taglio della coda verrà abolito dagli allevamenti?
“Penso di no. Ma penso anche sia necessario trovare soluzioni che garantiscano ai suinetti il miglior benessere possibile”.


