Istituzioni e filiera, il ruolo della Regione a sostegno del comparto
Insieme al benessere animale e alla biosicurezza, il tema dell’antimicrobicoresistenza in allevamento riveste un ruolo fondamentale per una corretta gestione aziendale, in linea peraltro con quanto in materia richiede Bruxelles. Si tratta di un argomento al centro di numerosi dibattiti che interessa tutti i comparti della zootecnia intensiva.
Relativamente a quello suinicolo, la Regione Emilia Romagna e in particolare l’assessorato alla Salute in collaborazione con l’Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna e altre importanti istituzioni scientifiche, ha elaborato le Linee guida sull’uso prudente degli antibiotici da utilizzare in porcilaia ed è molto impegnata, attraverso una stretta sinergia tra gli assessorati alla Salute e all’Agricoltura, in un’attività di supporto e collaborazione nei confronti di tutta la filiera.
La complessità del tema anticipa una svolta senza precedenti per un comparto tra i più importanti dell’agroalimentare italiano in cui trovare una sintesi condivisa, tra i vari attori della filiera, non è sempre facile.
Un tema che alla prossima Giornata della Suinicoltura verrà affrontato e approfondito da Roberta Chiarini, Responsabile del servizio organizzazioni di mercato e sinergie di filiera presso la Regione Emilia Romagna.
Ecco la nostra intervista:
Cosa si intende per “sostegno” della Regione al comparto suinicolo?
“Vorrei sottolineare innanzitutto che la Regione da sempre ha cercato di rappresentare per il comparto suinicolo un riferimento, in particolare in momenti molto delicati soprattutto per il mondo allevatoriale; questo impegno ha coinvolto numerose figure, non solo istituzionali, a dimostrazione che ogni aspetto andava valutato e discusso tenendo nella dovuta considerazione ogni dettaglio.” – Dice Roberta.
In tema di sostegno, un filone importante è certamente quello di carattere economico derivante dalle risorse messe a disposizione dai Psr (Piani di sviluppo rurale, ndr), indirizzate a interventi che agiscono su tasselli fondamentali di tutta la filiera: investimenti nel settore produttivo e in quello della trasformazione, operazioni legate all’innovazione con progetti ad hoc, alcuni dei quali proprio orientati al tema dell’antibioticoresistenza, allo sviluppo della conoscenza attraverso azioni di formazione e informazione per i produttori.
Significativo anche il supporto a progetti di promozione per le produzioni Dop e Igp, tra i quali i numerosi salumi. Un impegno non meno importante è il contributo regionale all’approvazione del Piano di regolazione dell’offerta dei Prosciutti crudi Dop. In tema di controllo dei mercati un’altra importante iniziativa che ha riguardato l’accordo firmato nel 2013 a Mantova per uniformare le modalità di gestione del peso e di classificazione delle carcasse al macello. Il nostro obiettivo è quello di facilitare le attività di tutta la filiera sia da un punto di vista normativo che economico: su questi aspetti ci siamo concentrati nella speranza di trovare le migliori soluzioni possibili.
Linee Guida sull’antibioticoresistenza
“Si tratta di una prima versione di carattere sperimentale attualmente applicata in alcuni allevamenti. Al termine di questa fase è prevista una verifica per evidenziare le eventuali criticità e intervenire con i necessari correttivi. Lo scopo è quello di stabilire la forma più corretta di intervento in presenza di patologie sia da un punto di vista preventivo che terapeutico”.
Il nostro ruolo in questo frangente è quello di favorire una costruttiva collaborazione tra settore agricolo e sanità, a cui spetta per competenza la gestione dei farmaci. Con l’introduzione della ricetta elettronica, prevista per il 1 gennaio del prossimo anno, avremo a disposizione un elemento che cambierà completamente la prospettiva, perché attraverso questo documento sarà garantito un monitoraggio sicuro e costante dell’utilizzo dei farmaci in allevamento.
Vorrei inoltre aggiungere che le bozze proposte da Bruxelles sulla nuova Pac offrono la possibilità di realizzare azioni di consulenza sull’antibioticoresistenza: in questo quadro potrebbe essere valutata l’opportunità di valorizzare il lavoro di testaggio delle Linee Guida sull’antimicrobicoresistenza per costruire dei manuali di buone pratiche che coinvolgano anche il benessere animale e la biosicurezza, e magari altri aspetti dell’allevamento, tutti elementi che si intrecciano e non possono esistere l’uno senza l’altro. Il confronto è aperto e non esclude la possibilità di prevedere incentivi da destinare a quegli allevatori che intendono ulteriormente migliorare gli standard all’interno delle loro porcilaie.

