Siamo senza dubbio nell’era in cui il Digital Marketing ha conosciuto il suo sviluppo più consistente: app, chatbot, prospecting e lead generation occupano sempre più spazio nella strategia aziendale.
Viene dunque spontaneo chiedersi, ed un numero sempre maggiore di imprenditori lo fa, se in questo contesto il marketing fieristico e la partecipazione agli eventi possano ancora trovare una propria dimensione e creare del valore.
Let’s talk data
Partiamo da qualche dato:
- Il 58% delle persone che lavorano in ambito fieristico prediligono incontrare colleghi e fornitori in fiera e agli eventi di settore, e parlare con loro direttamente;
- Il 76% dei responsabili e decision-makers sono interessati ad acquistare beni e servizi, dunque già in fase avanzata del processo d’acquisto;
- La metà dei partecipanti agli eventi fieristici è composta da persone che sono lì per la prima volta, e che rappresentano quindi potenziali clienti.
Se sapute sfruttare, le fiere sono un’ottima occasione per interagire col proprio target, toccare con mano le evoluzioni che un particolare settore sta affrontando, mantenersi aggiornati attraverso il confronto con colleghi e concorrenti ed interagire di persona con clienti nuovi ed esistenti.
Lo stesso Steve Jobs, che ha fondato il suo successo sul digitale, sottolinea l’importanza delle relazioni interpersonali dirette, degli incontri casuali, dove la creatività può emergere nel modo più spontaneo.
Gli eventi, ed il marketing fieristico di conseguenza, sono quindi ancora fondamentali nel ciclo di vendita e per lo sviluppo della relazione con il cliente. Non va visto in aperta competizione con il web marketing e l’online, in un aut-aut senza vincitori, ma concepito come un mezzo altrettanto potente da coniugare alla strategia digitale.
Nei prossimi capitoli della nostra rubrica, vedremo quali sono i concetti fondamentali per approcciarsi correttamente a questo mondo.


