Raggiungere il successo aziendale nel mondo di oggi, soprattutto per un mercato prevalentemente orientato all’export come quello italiano, significa operare a livello globale, oltre che locale. Quando si tratta di costruire un network di business in più mercati, coloro che capiscono veramente come navigare nei sistemi e nelle culture aziendali internazionali hanno maggiori possibilità di successo.
Il marketing fieristico è tuttavia un ambito molto vasto, che abbraccia molti aspetti differenti. Anche le realtà più esperte e non ‘di primo pelo’ spesso si fanno guidare nelle scelte di business ed allocazione del budget dalla sola esperienza empirica, per imitazione di realtà analoghe ecc.
Le fondamenta di una buona strategia di marketing fieristico
Partire da zero a porsi le giuste domande può essere un compito difficoltoso, soprattutto per chi da tempo è abituato ad un certo tipo di approccio consolidato negli anni: ridisegnare da capo la propria strategia di marketing fieristico non è un compito facile, soprattutto in un ambito così vasto dove non esistono soluzioni one size fits all.
Primo passo: farsi le giuste domande
Il primo passo per abbandonare questo vecchio mindset, ormai inadatto a fronteggiare le sfide di un settore di mercato che cambia costantemente (pensiamo anche solo ai cambiamenti incredibili lato digitalizzazione avvenuti in questi ultimi due anni di pandemia!), è mettere in discussione le proprie scelte.
Trovare il giusto ‘perché’ dietro ogni decisione: perché si sono scelti determinati eventi e non altri? Che valore aggiunto stanno portando?
Secondo passo: utilizzare un approccio strategico
Una volta individuato quello che di buono c’è nella vecchia strategia (non tutto deve essere per forza cambiato), occorre entrare nell’ottica che tutto ciò che facciamo debba essere motivato e fatto per una ragione. Al bando la linea di pensiero sempreverde del ‘Abbiamo sempre fatto così’.
Terzo passo: capire a chi si sta parlando
Troppe aziende sono talmente focalizzate sul prodotto/servizio offerto, che spesso perdono di vista A CHI effettivamente lo stanno proponendo. Segmentare il proprio pubblico in precise buyer persona (identikit di clienti ideali) è fondamentale per capire quali azioni sono efficaci e quali uno spreco di risorse.
Quarto passo: misurare, misurare, misurare
Una volta delineata una nuova strategia, non bisogna ricadere nel medesimo errore: ovvero portarla avanti per partito preso senza aver prima contezza dell’effettivo ritorno d’investimento che ci sta portando. Per evitare di spendere risorse e budget prezioso in azioni poco remunerative, bisogna avere KPI (indicatori di performance più importanti) tangibili e misurabili.
Quinto passo: affidarsi ad una guida esperta
Questi 4 step forniscono lo scheletro essenziale per iniziare a ripensare completamente la propria strategia di marketing fieristico, ma non sono altro che la punta dell’iceberg.
Quali sono le domande giuste che bisogna porsi, per mettere in discussione le vecchie credenze?
Cosa si intende per approccio strategico?
Cosa sono le buyer persona (e le negative persona) e come si possono calare sui nostri potenziali clienti?
Quali KPI è giusto misurare e in quale circostanza?
La verità è che esistono molteplici risposte per ciascuna di queste domande, e nessuna di esse è quella universalmente corretta o sbagliata.
Per trovare quella giusta per la tua azienda, può essere utile approfondire queste tematiche con l’aiuto di professionisti che operano nel settore.
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