Se dicembre è il mese dei buoni propositi per l’anno venturo, gennaio è quello delle considerazioni sul precedente.
The great reset
Il 2020 e la pandemia è stata un duro colpo per un intero settore, quello delle fiere e degli eventi, e da allora ne stiamo osservando la lenta ripresa.
Già nel 2021 si parlava, speranzosi, di ripartenza, ma nonostante il rimbalzo economico alla fine verificatosi nella stragrande maggioranza delle economie mondiali, non è stato l’anno del ‘Great restart’ quanto piuttosto, come definito da alcune testate, del ‘Great reset’.
La diffusione dei vaccini e una conoscenza del virus più approfondita hanno avviato un complicato processo di convivenza, di evoluzione. Come tutti i processi evolutivi, ha lasciato sul campo innumerevoli vittime, premiando con la sopravvivenza solo i soggetti (o in questo caso le aziende) che condividono determinate capacità di adattamento.
Flessibilità
Dopo il primo periodo di shock, la parola d’ordine è stata: flessibilità (e rapidità).
Le aziende già abituate a far fronte agli imprevisti e gestire un certo livello di complessità si sono trovate a riorganizzarsi velocemente, spesso variando considerevolmente alcuni flussi di lavoro da un giorno all’altro, per inseguire l’evoluzione delle normative.
Se alcune filiere produttive e settori specifici presentano fisiologicamente più rigidità di altri, l’attitudine a prepararsi all’imprevisto e avere il cosiddetto ‘piano B’ è una questione di disposizione mentale, e lo hanno dimostrato le centinaia di aziende che in tempi brevissimi sono riuscite ad organizzarsi, ad esempio, per gestire gran parte del lavoro da remoto (spesso realtà che già da prima avevano previsto questa possibilità).
Un rapporto solido con la tecnologia
Moltissime realtà hanno scoperto nel peggior modo possibile cosa significhi non avere un’infrastruttura IT aggiornata (o, nel peggiore dei casi, non averla per niente!).
Se c’è una cosa che questa crisi pandemica ha evidenziato, soprattutto sul territorio italiano, è il digital divide che ci separa da altri paesi europei, come evidenziato anche nel report DESI 2021 della Commissione Europea.
Strumenti che garantiscano la comunicazione fra le varie funzioni aziendali, dispositivi per poter lavorare ovunque e competenze tecnologiche solide per poter svolgere la propria mansione anche fuori ufficio non sono un orpello di cui dotarsi in fretta e alla bisogna solo in emergenza, ma strumenti fondamentali ormai per qualsiasi azienda.
Come tali, vanno implementati scegliendo la soluzione più adatta alla cornice in cui opera l’azienda per poi essere mantenuti sempre aggiornati: sia in termini hardware e software che di competenze tecnologiche del personale.
Un network solido
Quasi nessun settore ha sofferto come quello dei grandi eventi e delle fiere il distanziamento sociale. Questo perché le fiere hanno una componente fortissima di socialità, di innovazione, di relazione venuta quasi totalmente a mancare nel 2020 e recuperata piano piano nell’arco degli ultimi trimestri del 2021.
Se è vero che gli eventi si sono ridotti di numero, fortunatamente si sono però anche molto aggiornati e dotati di nuove tecnologie per poter essere fruibili da remoto, evolvendo in forme ibride molto più pervasive e ad ampia partecipazione.
Questa, di nuovo, evoluzione degli eventi ha portato riscontri tangibili anche in termini di presenze: meno espositori e meno visitatori, soprattutto all’inizio, ma più selezionati.
Tanto che molte aziende si sono poi successivamente pentite di non aver partecipato inizialmente ad eventi che si sono rivelati molto frequentati e, contro ogni aspettativa, gremite di presenze nonostante i travel ban e le difficoltà logistiche.
Attenzione ai cambiamenti
Un’altra capacità fondamentale per sopravvivere alle crisi è tenere sempre monitorato il mercato per poter essere pronti ai cambiamenti. Da questo punto di vista, il 2022 era partito sotto i migliori auspici, ma i professionisti del settore che hanno navigato queste acque incerte e turbolente guardano con particolare attenzione gli eventi che vengono posticipati.
Fortunatamente, fiere molto attese simbolo di organizzatori come Fira Barcelona (Alimentaria, Hostelco e più avanti Hispack) o il CES di Las Vegas sembrano saldamente confermate al loro posto, un segnale molto forte che fa ben sperare che questo sarà davvero l’anno di un autentico ‘restart’, in particolare per tutte le realtà che, a seguito dell’evoluzione avvenuta negli ultimi anni, sono pronte a tornare in pista più agguerrite che mai.



Alimentaria
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