Nonostante si stia organizzando la ripartenza un po’ in tutto il mercato fieristico, con la paventata ‘ripresa a V’ dei consumi, i segni dei due mesi di stop forzato sono tutt’altro che spariti.
Ad emergere in questo periodo sfortunato, tuttavia, non sono stati solo aspetti negativi, ma anche e soprattutto la resilienza dimostrata dal settore e una serie di nuovi modi di fare marketing, concepire e vivere la fiera. Uno degli aspetti maggiormente interessati, si può dire in modo non troppo inatteso, dal clima di crisi degli ultimi mesi è stato senz’altro quello delle donazioni, delle raccolte fondi, delle iniziative ‘pro bono’.
La fiera e le donazioni: a vantaggio di tutti
Due esempi recenti, più uno proprio incentrato sulla lotta al Covid, di iniziative benefiche ad ampia portata (e integrate perfettamente all’interno della strategia di marketing) dimostrano come il settore fieristico non sia solo un attore di mercato, ma contribuisca attivamente ad accrescere il benessere del territorio in cui opera, soprattutto in periodi di crisi, innescando un vero e proprio circolo virtuoso di cui beneficiano tutti gli attori: organizzazione fieristica, aziende espositrici, associazioni di volontariato.
CareerBuilder: doppia strategia, doppio ROI
Un primo, ed ottimo esempio, di connubio fra fiera e donazioni benefiche, è quello di CareerBuilder, azienda di recruiting statunitense, che ha deciso di contribuire alla raccolta fondi per I.C.stars (iniziativa per promuovere training digitale a giovani adulti in difficoltà economiche residenti a Chicago).
CareerBuilder ha strutturato la donazione in due canali: il visitatore invitato all’evento (in questo caso la Society of Human Resource Management Annual Conference and Exposition) poteva stampare uno speciale ticket che si trovava all’interno dell’email di invito alla fiera e al momento della registrazione, consegnarlo all’ingresso. In questo modo, oltre a donare 10 dollari per ogni ‘biglietto speciale’, CareerBuilder ha trovato un ottimo modo per aumentare gli ospiti accreditati alla fiera attraverso i propri inviti.
Il secondo canale con cui i potenziali visitatori della fiera hanno potuto contribuire all’iniziativa è stato attraverso i social, postando una foto all’interno del salone su Instagram o Twitter, corredata da hashtag #SHR13 e #EmpoweringEmployment. Per ogni foto così pubblicata, CareerBuilder ha donato altri 5 dollari alla causa.
Risultato?
Al termine dell’evento, non solo CareerBuilder è riuscita a raggiungere il tetto di 10.000 dollari di donazioni che si era prefissata, ma si è portata a casa più di 1000 lead (con un incremento di visite al proprio stand del 50%).
Wells Fargo Bank: engagement done right
Un altro esempio, una vera e propria chicca, è quello di Wells Fargo Home Mortgage (divisione di Wells Fargo Bank). In occasione della Realtors Conference and Expo in San Francisco, l’azienda ha promosso un’iniziativa di donazione alla Realtors Relief Foundation e alla sua mission di aiuto verso le vittime di disastri naturali.
Wells Fargo ha creato un vero e proprio ‘muro della solidarietà’: 20 pannelli inizialmente vuoti, a cui i visitatori interessati avrebbero potuto appiccicare uno sticker a forma di caramella con la propria firma, a simboleggiare il loro contributo alla causa. Per ciascuno di essi, Wells Fargo ha promesso una donazione di 5 dollari.
Ad evento terminato, ciascuno dei 20 pannelli del muro della solidarietà era gremito di caramelle, per un totale di 5000 adesivi; 5000 persone che contribuiranno a rafforzare la brand reputation di Wells Fargo.
Fira Barcelona: in prima linea contro il COVID
L’ultimo esempio di donazioni in ambito fiera che il settore sta dando (e continuerà a dare in futuro) a cause benefiche, nonostante il periodo di setback arriva da una realtà a noi vicina: proprio la Fiera di Barcellona.
- Tutta l’area espositiva di Gran Via, su iniziativa dell’organizzazione, è stata convertita in settore ospedaliero temporaneo, con 300 posti letto volti ad alleggerire il carico sugli ospedali ‘tradizionali’. L’organizzazione si è resa disponibile anche a fornire copertura economica per determinate forniture di prima necessità della struttura.
- L’area di Montjuic è stata invece trasformata, in collaborazione con la Croce Rossa, in rifugio per dare un tetto sopra la testa a tutte quelle categorie sociali più vulnerabili durante la crisi sanitaria: 6000 mq e 450 letti.
- Last but not least, ha anche donato più di due tonnellate di alimentari, provenienti dai magazzini di Gastrofira (il dipartimento di Catering e Ristorazione di Fira), poi distribuite dall’associazione Nutrition Without Borders sull’intera area metropolitana ai bisognosi.
Lo stesso team di Gastrofira ha anche preparato più di 17000 menù destinati ad ospedali e case di cura.
Fira Barcelona è un ottimo esempio di come gli organizzatori fieristici non siano solamente attori di mercato, ma contribuiscano attivamente al benessere del territorio, riaffermando il proprio impegno verso la città e le persone che la abitano.


