Uno dei punti che ci piace sempre menzionare ogniqualvolta parliamo di best practice legate alla partecipazione agli eventi e più in generale di marketing fieristico, è sempre il ROI – ovvero il ritorno d’investimento.
Perché è utile?
Perché qualsiasi azione intraprendiamo richiede un certo tipo di dispendio (economico, di tempo ed energie), che va costantemente visto in funzione di ciò che ci porterà a guadagnare. Ragionare sul ROI in prospettiva futura permette di non focalizzarsi solo sui benefici a breve termine, ma di intercettare opportunità anche più dilatate nel tempo e sfruttare occasioni che altrimenti non avremmo colto.
Return on Behaviour, di cosa si tratta?
Questa analisi costi-benefici è importante per capire dove vale la pena concentrare gli sforzi aziendali e può essere applicata anche ad ambiti che non riguardano necessariamente solo il business aziendale.
Uno dei tanti sconvolgimenti che la pandemia di quest’ultimo anno e mezzo ha causato è stato anche e soprattutto nello stile di vita. Per molti è stata un’opportunità per fare il punto e rivalutare il modo in cui trascorriamo il nostro tempo: a partire dall’equilibrio tra lavoro e vita privata.
Si può quasi parlare di un cambiamento di paradigma.
Per questo definiamo il ROB: Return on Behaviour, (il ritorno d’investimento sul comportamento) l’intuizione e l’adattamento a questi nuovi paradigmi.
Sebbene il lancio della campagna di vaccinazione sia stato un enorme successo e l’abolizione delle restrizioni sulla pandemia un gradito sollievo, non è escluso che il periodo (parrebbe) che ci stiamo lasciando alle spalle abbia causato un cambiamento culturale permanente.
Il desiderio di flessibilità è già stato notato dalle aziende, che ove possibile sviluppano modelli di lavoro ibridi per consentire ai dipendenti di lavorare sia da remoto che in ufficio.
Una nuova sfida per il settore fieristico
Viene quindi spontaneo chiedersi, in questo nuovo mondo fatto di lavoro agile, home working, attenzione all’ambiente e socialità mediata dalla connettività e dal digitale, che tipo di spazio possano ancora avere i grandi eventi ed i viaggi di business, che nel mondo pre-pandemia muovevano una parte consistente del capitale umano coinvolto nelle fiere.
Nonostante siamo tutti consapevoli che una totale traslazione dal face-to-face al digitale sia impossibile, per la natura conviviale intrinseca nel concetto stesso di fiera, un ritorno agli eventi di persona richiederà che i partecipanti tornino a dedicare ore del loro tempo alla risoluzione delle sfide logistiche e ai viaggi in città lontane.
Il valore del tempo
Così accade che appena trascorso un periodo di fortissima difficoltà per il settore dei grandi eventi, si prospetti un ulteriore cambiamento a cui fare fronte: quello nelle nostre abitudini personali.
La pandemia ha innescato una rivalutazione di come trascorriamo il nostro tempo, ed è fondamentale che gli organizzatori e creatori di eventi rispondano a questo cambiamento nel loro pubblico in modo che possano rimanere sulla cresta dell’onda e generare engagement di qualità.
Gli eventi virtuali e ibridi offrono opzioni più flessibili al pubblico, garantendo che possano mantenere un maggiore controllo sul proprio programma.
Flessibilità significa anche che le persone possano interagire con i contenuti in un modo che si adatta a loro come individui, rimuovendo le barriere geografiche ed economiche che in precedenza potrebbero aver impedito la partecipazione agli stessi eventi in persona.
Sono vantaggi da cui può essere difficile separarsi e, nel caso in cui si decida di tornare, valigetta alla mano, a calcare il suolo di un padiglione, l’ultima parola sarà senza ombra di dubbio degli organizzatori che riusciranno a trasmettere un valore aggiunto irrinunciabile per i propri eventi dal vivo.
Può sembrare una sfida ostica da raccogliere, ma non dobbiamo mai dimenticare che l’industria degli eventi ha storicamente sempre raggiunto il suo massimo successo quando è stata in grado di ascoltare il suo pubblico e costruire il coinvolgimento intorno alle intuizioni sui loro comportamenti e interessi.
Se riuscirà ancora una volta a fare tesoro e ‘vedere’ questo Return on Behaviour ne uscirà, come in passato ha già fatto, migliore, e pronta a lanciarsi verso sfide future.



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